A quando risale la casa?


Gli immobili contraddistinti dalla pp. Ed. 210 e 211 C.C. Rovereto sono stati dichiarati di interesse culturale, ai sensi degli artt. 10 e 13 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n.42, con determinazione del dirigente della Sovrintendenza per i beni architettonici n. 1168 dd. 14 dicembre 2006. 

Si tratta di due edifici situati nel centro storico dell’antico Borgo di S. Tomaso (attuale via S. Maria) di impianto ascrivibile alla fine del XVI – inizio XVII secolo: dalle planimetrie dei due progetti di fortificazione della città risalenti allo stesso XVI secolo, si desume con buona approssimazione che all’epoca l’area del loro sedime fosse ancora libera. Da qui si evince che nel Cinquecento l’area della sponda sinistra del torrente Leno adiacente al ponte di accesso alla porta meridionale dell’antica cinta urbana, era inedificata ed il nucleo abitato esterno alle mura, identificato nei documenti del Seicento come “Borgo S.Tomaso”, era ancora poco sviluppato. La prima mappa in cui la casa compare è del 1620 circa ed è la nota veduta a volo d’uccello della “Cità di Rovere” attribuita a Giuseppe Maffeotti Floriani. 

Nella mappa l’area appare per la prima volta edificata e vi si individuano alcune case che con una certa approssimazione potrebbero corrispondere all’edificio di cui stiamo parlando. Comunque tutte le planimetrie successive evidenziano inequivocabilmente l’esistenza della casa, come nella mappa del torrente Leno del 1775, in cui l’edificio è indicato nella consistenza planimetrica pressoché attuale. In particolare l’edificio d’angolo appare contrassegnato nella mappa da una lettera A che la legenda riporta quale “Casa Mona”, in riferimento al cognome della famiglia che ne fu proprietaria fin dal 1636 e probabilmente per gran parte del Settecento. Questa ipotesi è sostenuta dai documenti custoditi nella Biblioteca civica di Rovereto dove la casa appare menzionata diverse volte nel Seicento, mentre le stesse fonti (per lo più atti notarili) non rivelano traccia della famiglia nel secolo successivo. 

Qui di seguito, alcuni passi tratti dai documenti dell’epoca in cui si trovano riferimenti alla casa: - documento dell’ 8 marzo 1636: trattasi di un testamento che Francesco figlio di Biagio Mona fa in casa sua, in borgo S. Tomaso- documento del 22 novembre 1649 in cui c’è menzione del matrimonio celebrato nel 1632 tra Bernardina figlia di Francesco, figlio di Biagio Mona e Antonio, figlio di Cristoforo Rosmini- nel documento del 30 ottobre 1678 Veronica vedova di Biagio Mona affitta a Giacomo Vicentina casa con bottega in borgo S.Tomaso, che confina a mattina la via comunale a mezzodì via Antonio Salvetti a sera il Leno a settentrione il ponte per R.si 24- il 10 giugno 1689 Veronica vedova Biagio Mona dà in affitto la casa per 5 anni.


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